SUDAN: AMNESTY AL CONSIGLIO DI SICUREZZA ONU, "NO AL DIFFERIMENTO DELLE INDAGINI SUL DARFUR" (2)

"Il differimento di 12 mesi delle indagini e dei processi – afferma Amnesty – potrebbe avere un impatto disastroso sull’azione del Tribunale penale internazionale e costituire un precedente per ogni situazione su cui il procuratore stia svolgendo indagini. Lascerebbe inoltre il Consiglio di sicurezza in balia di un ricatto permanente del Sudan, che potrebbe dar luogo a una serie di misure di ritorsione, come la ripresa delle ostilità, il giorno in cui il Consiglio di sicurezza non intendesse prorogare il differimento". Amnesty International definisce inoltre "vergognoso" il fatto che "quasi la metà degli Stati membri del Consiglio di sicurezza, compresi Stati che hanno ratificato lo Statuto di Roma e che si vantano di sostenere soluzioni che pongano fine alla crisi del Darfur, abbiano minacciato di opporsi al rinnovo dell’Unamid (la missione di pace Onu-Unione africana in Sudan, ndr) se la relativa risoluzione non prevedrà il differimento". Amnesty chiede quindi con forza al Consiglio di sicurezza di "assumere l’impegno di porre fine alle violazioni dei diritti umani in Darfur, garantendo la completa efficacia dell’azione dell’Unamid, sostenendo i lavori della Corte penale internazionale e pretendendo piena cooperazione dal Sudan".

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