CASO ENGLARO: ASSOCIAZIONI STATI VEGETATIVI, “SENTENZA NON CORRETTA”

"Una sentenza non corretta, sotto il profilo etico, giuridico e medico". Così le tre principali associazioni italiane che si occupano di coma e stati vegetativi (Federazione Nazionale Associazioni Traumi Cranici, La Rete, Vi.Ve.) definiscono la sentenza della Corte d’Appello di Milano su Eluana Englaro, contro la quale chiedono un "ricorso immediato". In una conferenza stampa convocata oggi a Roma, le associazioni citate hanno rinnovato le richieste contenute in un documento indirizzato alla Procura Generale della Repubblica, in cui si fa notare che la sentenza in questione "mette in discussione la vita di migliaia di persone" che in Italia sono nella stessa condizione di Eluana, e che "sono accudite da familiari con viva passione e condivisione, con prospettive di benessere per il loro futuro, rendendo ancora più precari e più deboli i diritti attuali e in particolare futuri delle miglia di persone con diagnosi distato vegetativo e delle rispettive famiglie". "Non è una conferenza stampa sul caso Englaro", ha precisato il sottosegretario al Welfare, Eugenia Roccella, che pur "rispettando i sentimenti e il dolore del padre" ha fatto notare che tale sentenza "rischia di costituire un precedente grave", soprattutto perché intende "costruire nell’opinione pubblica un senso comune sbagliato, cioè che le persone in stato vegetativo non siano persone". (segue)

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