COMUNICAZIONI SOCIALI: CONVEGNO CEI. VERSACE, PAOLO VI "PADRE" DI AVVENIRE

Diversamente dagli altri, i giornali cattolici "non devono dare delle cose che fanno impressione o che fanno clientela". Se gli altri danno notizie, "raramente per il bene di chi legge, ma fatte nell’interesse di chi le propone, noi "dobbiamo invece essere onesti e cercare di dare sempre parole, siano severe, siano facili, siano amichevoli, siano divertenti, siano solenni e profonde, parole che fanno del bene a chi le accetta. Il nostro compito è quello di seminare, seminare del seme buono, del seme fecondo, del seme evangelico". E’ un passo del discorso pronunciato da Paolo II nel novembre del 1971, durante l’udienza concessa agli operatori pastorali delle Comunicazioni sociali. A rivelare il "fuori testo" è stata Eliana Versace, docente di storia contemporanea all’Università Cattolica di Milano, che intervenendo al Convegno Cei "Lo sguardo quotidiano" si è soffermata sul ruolo di Paolo VI come "padre" di Avvenire, il primo quotidiano cattolico a diffusione nazionale, che quest’anno compie 40 anni. Sempre improvvisando sul testo ufficiale, ha proseguito la relatrice, Papa Montini si interrogava "sull’incisività dei cattolici ? che pure secondo le statistiche rappresentavano ancora la maggioranza della popolazione italiana ? nella società". (segue)

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