COMUNICAZIONI SOCIALI: CONVEGNO CEI. VERSACE, PAOLO VI "PADRE" DI AVVENIRE (2)

Queste le parole di Paolo VI: "Qual è la loro importanza? Come pesa la loro opinione? La loro voce? Ma questa coscienza cattolica italiana perché non si manifesta? Perché non si galvanizza? Perché non crede? Perché non si compagina in una espressione sonante, acclamante della sua fede, delle sue idee, della sua ricchezza di idee. Siamo poveri d’idee? Manchiamo di dottrina? Manchiamo di capacità di comprendere i fenomeni del nostro tempo? Abbiamo soltanto gli occhi rivoltati verso i secoli passati o non abbiamo invece un’ansia di guardare e di proiettarci verso l’avvenire?". "Risvegliare la coscienza dei cattolici, rivitalizzare l’identità cristiana del popolo italiano, minacciata da una società sempre più secolarizzata, recuperare una voce che sembrava appannata e confinata esclusivamente all’ambito religioso, impossibilitata ad esprimersi anche sulle questioni fondamentali, compattare i cattolici italiani": questo il mandato che il Papa affidava ai rappresentati di "Avvenire", definiti "gli alleati del Papa". "Dobbiamo avere una maggiore coesione fra di noi ? esortava Paolo VI ? una maggiore coscienza che noi dobbiamo parlare". "Ed è proprio nel dialogo con la società, che per Paolo VI non si è mai esaurito nella semplice conoscenza del mondo moderno e nella pacifica coesistenza con esso ed in esso – ha concluso Versace – che il Papa poneva le premesse dell’evangelizzazione".

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