MORTE NICOLA TOMMASOLI: TONELLI, "RISCOPRIRE UN’INDIGNAZIONE COSTRUTTIVA"

Di fronte a fatti come quelli di Verona, "la prima cosa da fare è non rassegnarsi", riscoprendo una sorta di "indignazione costruttiva" che "ci fa inquietare e ci costringe a modificare questa realtà". La provocazione viene da don Riccardo Tonelli, docente di pastorale giovanile alla Pontificia Università Salesiana, interpellato dal Sir nel giorno della morte di Nicola Tommasoli, il 29enne pestato giovedì scorso a Verona da una banda di naziskin per aver negato una sigaretta. Come spiegare una morte apparentemente senza motivo, visto che gli inquirenti escludono il movente politico? "E’ ovvio – risponde Tonelli – che c’è un’innegabile responsabilità: nessun fatto può giustificare un atto così folle. Tragedie come queste, però, sono un segno notevole di un disagio". "Un clima che evidenzia certi fatti, a scapito di altri – spiega l’esperto – fa pensare ai giovani: ‘Mi realizzo quando dimostro di essere più forte degli altri. Se ho l’occasione bene, altrimenti me la invento…’". Di qui il "grande problema educativo di cui parla il Papa. Oggi l’emergenza che attraversa la società occidentale – prosegue Tonelli – pone la necessità di trovare adulti significativi e propositivi, che sappiano riconoscere la grandezza dell’essere giovani, ma nello stesso tempo che li aiutino a confrontarsi con valori più grandi, più esigenti, di fronte ai quali non possiamo tirarci indietro". (segue)

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