ASSEMBLEA CEI: CARD. BAGNASCO, IL "SAGRATO" E’ SIMBOLO DI "DIALOGO" E "INCONTRO"

L’accenno all’importanza del "sagrato" della Chiesa – immagine con cui si è chiusa la prolusione – "non è tanto un discorso, ma un simbolo". A precisarlo ai giornalisti è stato il card. Bagnasco, durante al conferenza stampa conclusiva della 58° Assemblea generale della Cei. Quello del sagrato, ha proseguito, "è un simbolo tradizionale: il sagrato è sempre stato uno spazio quasi di congiunzione, di dialogo tra il sacro e il profano". Il sagrato, quindi come "spazio di incontro, di vicinanza, di prossimità della Chiesa, di assoluta vicinanza verso l’uomo contemporaneo". Ad una domanda sull’interpretazione delle modalità con cui il Papa ha distribuito la comunione durante la messa del Corpus Domini (ai fedeli inginocchiati, e non consegnando l’ostia tra le mani, ndr), Bagnasco ha risposto: "La liturgia della Chiesa è una liturgia ricca, non necessariamente monocorde, fatta di forme, gesti, riti, preghiere. Il Papa si colloca dentro la ricchezza, la pluriformità del linguaggio liturgico che non esclude altri linguaggi, altri segni, altre forme previste dalla normativa della Chiesa". "L’ermeneutica della discontinuità non è la lettura del Concilio", ha ricordato il cardinale citando un discorso del Papa del 2005: "La lettura corretta del Vaticano II è sempre un’ermeneutica della riforma e della continuità: non ci sono opposizioni, ci sono inclusioni".

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