SANTA SEDE: NUOVA ISTRUZIONE, LA "DIFFICILE AUTORITÀ" E IL "PERICOLO DELLA ROUTINE"

Come l’obbedienza, "anche l’autorità può cadere nello scoraggiamento e nel disincanto", e così accade che "di fronte alle resistenze di alcune persone o comunità, di fronte a certe questioni che sembrano irrisolvibili, può sorgere la tentazione di lasciar perdere e di considerare inutile ogni sforzo per migliorare la situazione". E’ quanto si legge nella nuova istruzione vaticana, "Il servizio dell’autorità e l’obbedienza", in cui l’autorità viene presentata come "mediazione umana" della volontà di Dio. In casi come quelli citati prima, secondo la Santa Sede, "si profila il pericolo di diventare gestori della routine, rassegnati alla mediocrità, inibiti ad intervenire, privi del coraggio di additare le mete dell’autentica vita consacrata e correndo il rischio di smarrire l’amore delle origini e il desiderio di testimoniarlo". Nel documento,vengono forniti precisi criteri per l’esercizio dell’autorità, che deve essere finalizzata alla "creazione di un clima favorevole al dialogo, alla condivisione e alla corresponsabilità", a partire dal "servizi dell’ascolto", che costituisce "uno dei ministeri principali del superiore". L’autorità, inoltre, "si dovrà preoccupare di creare un ambiente di fiducia, promuovendo il riconoscimento delle capacità e delle sensibilità dei singoli".” ” ” “

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