RIFUGIATI POLITICI: CARITAS MILANO, UNA RETE SOCIALE PER L’INTEGRAZIONE

"L’integrazione di chi ottiene asilo politico è possibile solo se è presente una rete di relazioni sociali di supporto. Le leggi, le tutele e le normative non bastano". L’ha affermato Maja Korac (School of Social Sciences, University of East London) al convegno "Da rifugiati a cittadini possibili: percorsi di integrazione nella diocesi di Milano", organizzato dalla Caritas ambrosiana e dal consorzio "Farsi prossimo" e svoltosi oggi a Milano. "La questione immigrati è spesso intesa in modo errato dall’opinione pubblica – ha proseguito Maurizio Ambrosini,docente di sociologia delle migrazioni all’Università degli Studi di Milano – basti pensare ai cosiddetti clandestini che sbarcano in estate a Lampedusa: di questi, uno su tre ha i requisiti per essere dichiarato rifugiato, ha diritto a protezione e tutela. Su questi bisognosi si mostra la coerenza etica di una nazione, sono loro il banco di prova della democrazia". Ha aggiunto don Roberto Davanzo, direttore della Caritas ambrosiana: "Sono necessari verifica e discernimento, non la strumentalizzazione criminale degli stranieri". Il convegno ha inoltre evidenziato la necessità di un coordinamento maggiore tra i diversi enti che si occupano dell’integrazione dei rifugiati politici in Italia, a partire dall’emergenza dell’ingresso dalle frontiere fino all’inserimento nella società.

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