EUGENETICA: PESSINA (OSSERVATORE ROMANO), "QUALE MODELLO UMANO?"

"Se si vuole governare seriamente il nostro accresciuto potere tecnologico dobbiamo osare di più in termini di pensiero" e "uscire dal piano delle metafore per affrontare in termini razionali le questioni ultime dell’esistenza, anche sfidando il dogmatismo antimetafisico e antireligioso che ci impedisce di cogliere la bellezza della stessa finitezza umana". E’ il monito espresso da Adriano Pessina, direttore del Centro di Ateneo di Bioetica dell’Università Cattolica, in un commento su "L’Osservatore Romano" di oggi, intitolato "Il miraggio della perfezione". Criticando l’ipotesi di scuola di "un’eugenetica come possibilità di perfezionare l’uomo senza dover passare attraverso la selezione e l’uccisione degli embrioni", contenuta nel saggio "Contro la perfezione. L’etica nell’età dell’ingegneria genetica" del filosofo americano Michael J. Sandel, Pessina osserva che l’imperfezione è segno "dell’appartenenza alla condizione umana" e si chiede "quale sia il termine di un progetto di perfezionamento per un essere contingente e finito come l’uomo stesso, in linea di principio sempre ulteriormente modificabile e trasformabile". "Qual è il modello umano in base al quale perfezionare e perfezionarci?" si interroga il bioeticista, convinto che non sia possibile pensare davvero "in termini di perfezione senza rispondere alla domanda «chi è l’uomo?»".

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