BENEDETTO XVI: UDIENZA, GREGORIO MAGNO, "GUIDA PER IL NOSTRO TEMPO" (2)

A differenza dell’Imperatore bizantino, per il quale i Longobardi erano "individui rozzi e predatori da sconfiggere o sterminare", san Gregorio Magno – ha spiegato il Papa – "vedeva questa gente con gli occhi Del buon pastore, preoccupato di annunciare loro la parola di salvezza, stabilendo con essi rapporti di fraternità in vista di una futura pace fondata sul rispetto reciproco e sulla serena convivenza tra italiani, imperiali e longobardi". Su questa strada, che "riteneva giustamente la sola in grado di portare una pace effettiva a Roma e in Italia", il Papa "si impegnò a fondo", intraprendendo "una serrata trattativa" col re longobardo Agilulfo, che "portò ad un periodo di tregua" seguito da "un più stabile armistizio", grazie anche "ai paralleli con tattiche, nel frattempo, il Papa intratteneva con la regina Teodolinda, bavara e cattolica". "Tre", in sintesi, "gli obiettivi" di Gregorio: "contenere l’espansione dei Longobardi in Italia; sottrarre la regina Teodolinda all’influsso degli scismatici e rafforzarne la fede cattolica; mediare tra Longobardi e Bizantini in vista di un accordo che garantisse la pace nella penisola e in pari tempo consentisse di svolgere un’azione evangelizzatrice tra i Longobardi stessi". "Duplice", quindi, il suo "costante orientamento": "promuovere intese sul piano diplomatico-politico, diffondere l’annuncio della vera fede tra le popolazioni".

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