ASSEMBLEA CEI: MONS. BETORI, "L’IMMIGRAZIONE NON È UN PROBLEMA GHETTIZZABILE" (2)

"Tutta la problematica dell’immigrazione – ha detto Betori – va affrontata in termini personalistici. Non si può massificare, non esistono categorie che in quanto tali possono essere penalizzate". E’ innegabile, però, che "la gente sente un forte bisogno di sicurezza, che non è soltanto paura dell’altro: esprime una insicurezza più profonda. E’ quando vacilliamo nella nostra identità, che l’altro diventa uno straniero per noi". "Da parte nostra – ha detto Betori – solo una forte identità riuscirà a rendere la gente più sicura nell’incontro con l’altro". Il termine "ghetto" usato dal card. Bagnasco nella prolusione, ha precisato Betori ai giornalisti, "va interpretato non in termini soltanto spaziali, quanto piuttosto all’interno di una possibile ‘ghettizzazione’ della questione immigrazione", che invece "va inserita in una percezione più ampia della convivenza all’interno della società civile, che tenga conto dei processi di globalizzazione, i quali non si possono arrestare con i fili spinati ai confini". Dall’altra parte ci sono però "i bisogni della gente, e anche della forza lavoro di cui la nostra società ha bisogno". Il "ghetto", quindi, "simboleggia il rifiuto di tutto ciò che è emarginazione dell’altro, rispetto al tessuto connettivo della società". (segue)

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