ABORTO: D’AGOSTINO, CONTRADDIZIONE INSANABILE "NELL’INCONSCIO COLLETTIVO"

Si è aperto oggi a Roma, sul tema "Trent’anni dopo: dall’aborto all’eugenetica", il quarto incontro nazionale delle associazioni locali di Scienza & vita. "Nell’inconscio collettivo è insanabile la contraddizione tra la funzione generativa del sesso femminile e l’interruzione volontaria della gravidanza", ha sottolineato il filosofo del diritto Francesco D’Agostino, ricordando che proprio per questo motivo, "pur essendo l’aborto una pratica universalmente conosciuta, ampiamente tollerata ma allo stesso tempo oggetto di deplorazione e riprovazione sociale, non è mai esistita un’adeguata elaborazione simbolica". In Italia "in trent’anni gli aborti sono diminuiti", ha ricordato Assuntina Morresi, docente di Chimica fisica all’Università di Perugia. Ma non è merito della contraccezione, che "è al minimo, rispetto agli altri Paesi occidentali", quanto piuttosto della "tenuta della famiglia" e del "permanere di una cultura cristiana diffusa", argini "al diffondersi di una mentalità abortiva". Piuttosto, ha evidenziato la giornalista Nicoletta Tiliacos, c’è "disinformazione", ad esempio nel caso "della diagnosi prenatale, che non va certo proibita, ma piuttosto accompagnata da informazione vera". I lavori proseguiranno domani sulla questione dell’obiezione di coscienza, in riferimento alla pillola del giorno dopo.

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