CASO COGNE: FABRIS (FILOSOFO), "NECESSARIO RECUPERARE IL PUDORE" (2)

"Se dal punto di vista utilitaristico, dunque ai fini dell’assoluzione – prosegue Fabris – questo atteggiamento è risultato mediaticamente fallimentare, dal punto di vista etico si è mostrato assolutamente disdicevole". Una tragedia come questa, infatti, "è stata data in pasto alla curiosità delle persone, tanto da arrivare ad aprire forum in cui la colpevolezza della Franzoni veniva definita non tanto dai riscontri del Ris – poi confermati dalla sentenza della Cassazione – quanto dall’opinione delle persone, che optavano per la colpevolezza o per l’innocenza sulla base della simpatia o antipatia personale". In altre parole, "si è dimenticata la tragedia della morte di Samuele e si è identificata la ricerca della verità, quale componente del processo e dell’istruttoria, con un tribunale televisivo in cui si poteva decidere la colpevolezza o l’innocenza di una persona allo stesso modo in cui si può valutare uno spettacolo". E’ questo, per Fabris, il risultato della "spettacolarizzazione del dolore", che "mette sullo stesso piano il dolore personale, grande come quello che la Franzoni stava provando e certamente prova ancora, ed un balletto delle veline".

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