IMMIGRATI: MIGRANTES TRIVENETO, "NO A PROCLAMI CHE ALIMENTINO SCONTRI FRA CULTURE"

"Un’azione indiscriminata nei confronti dei sinti e dei rom", che a prescindere dalla loro nazionalità li presenti "tutti come persone dedite alla criminalità" è "una sfasatura della realtà oggettiva, e i progetti legislativi sulla sicurezza "non possono vedere solo negli immigrati irregolari e clandestini la causa prima della situazione di criminalità e microcriminalità diffusa". E’ quanto affermano oggi, con riferimento ai diffusi pregiudizi nel nostro Paese sui rom e sui sinti, e ai progetti di legge in materia di sicurezza che il governo sta approntando, i direttori degli Uffici Migrantes delle quindici diocesi del Nordest, riuniti insieme al vescovo delegato dalla Conferenza episcopale del Triveneto (Cet), mons. Luigi Bressan, in occasione di un incontro programmato. Per quanto riguarda i nomadi, i direttori di Migrantes osservano che "se nella loro tradizione culturale il contesto abitativo è ‘il campo’", ciò non si coniuga "inevitabilmente con azioni" illecite. Pur restando convinti "che vadano perseguiti i trasgressori della legge – affermano i sacerdoti -, siamo altrettanto convinti che chi vive dentro la legalità dev’essere tutelato e rispettato sia come persona che come cittadino". (segue)” “

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