DIOCESI: MILANO, LA PROCESSIONE DEL CORPUS DOMINI "SFIDA" PER LA "METROPOLI INDAFFARATA"

Per chi crede, la processione del Corpus Domini è un "gesto" che è "opportuno" che si faccia, "perché tutte le esperienze religiose, in particolare quella cristiana, sono esperienze comunitarie". Sulle strade affollate della città, la popolare e tradizionale ricorrenza "può essere una sollecitazione a riflettere sul fatto religioso anche per chi religioso non è". Ad esprimersi in questi termini, su "Milano Sette", l’inserto settimanale di Avvenire della Chiesa ambrosiana (www.chiesadimilano.it), è Salvatore Natoli, docente di filosofia teoretica all’Università di Milano Bicocca. Secondo il filosofo, è "doveroso" che eventi come il Corpus Domini "siano celebrati non solo nelle chiese ma nelle strade". Guardando la processione "con gli occhi di chi non vi prende parte", per Natoli occorre prendere coscienza che "oggi questo evento si attua in una società che non è interessata a questi fatti religiosi, che li guarda con indifferenza, addirittura forse i più giovani non ne capiscono il significato". Nonostante, però, l’"indifferenza" o il "fastidio" perché "si rovina il passeggio" – conclude il filosofo – è "opportuno" fare la processione, perché "può anche sortire l’effetto di suscitare in alcuni attenzione che in altri modi non avrebbero". A guidare la processione del Corpus Domini sarà, il 22 maggio alle ore 20, il card. Dionigi Tettamanzi, arcivescovo di Milano.

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