SICUREZZA: CARITAS A MARONI, "MISURE REALISTICHE, NO A REATO IMMIGRAZIONE CLANDESTINA"

Sul tema della sicurezza "qualsiasi scelta politica deve essere ispirata da un realismo che miri a risolvere questioni, non a inasprirle" e occorrono " misure non solo ritenute efficaci nelle intenzioni, ma anche e soprattutto percorribili nei fatti e durature, in un quadro di valori ritenuti irrinunciabili a partire dal rispetto dei diritti fondamentali della persona". E’ quanto una delegazione di Caritas Italiana, guidata dal direttore, monsignor Vittorio Nozza, ha detto questo pomeriggio al ministro dell’ Interno, onorevole Roberto Maroni, nel corso di un colloquio, sollecitato dal Viminale, sul tema della sicurezza. La Caritas ha ribadito la propria "contrarietà", in merito all’ipotesi di un "pacchetto sicurezza" che preveda il reato di immigrazione clandestina, che viene dallo stesso organismo ecclesiale considerata "una misura sproporzionata rispetto alla condotta, che ha come presupposto che ad ogni clandestino corrisponda un criminale". "L’esperienza sul campo – secondo la Caritas – non depone a favore della capacità dissuasiva di un simile intervento penale: i fattori di spinta delle migrazioni non verrebbero scoraggiati mentre invece si ingolferebbe il sistema giudiziario e carcerario". Caritas è anche contraria alla previsione di allungare il periodo di trattenimento nei Centri permanenza temporanea fino a 18 anni. (segue)

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