SESSANTOTTO: ACCOCCELLA (CNEL), "PER I CATTOLICI INIZIATO CON IL CONCILIO"

"Il’68 italiano non si è costruito su motivi ‘importati’ nel nostro Paese dall’esterno, ma ha risposto a bisogni autoctoni, legati alla mancanza di giustizia sociale", ed "è stata la sua componente cattolica a temperarne in qualche modo la deriva verso il terrorismo" ha detto Antonio Augenti, docente di diritto dell’Ue. Terrorismo che Mughini ha definito uno dei "veleni del’68", insieme all’indebolimento del "principio secondo il quale ogni libertà ha un prezzo". "Il maggio’68 – ha affermato Dotolo –, per la prima volta nella storia ha portato la poesia nella società, liberando la parola; una sorta di felicità della scrittura, della sua freschezza che incarna la rivolta e le dà sostanza". Per il vicepresidente del Cnel, Giuseppe Accoccella, "nelle attese dei cattolici, il’68 era già ‘iniziato’ con il Concilio: la Gaudium et Spes, con il suo abbraccio al mondo, aveva costituito una poderosa forza di rinnovamento". Tre, per Accoccella, le "direzioni" assunte dai cattolici dopo il’68: "una palingenesi strettamente politica che mette tra parentesi la fede"; "un dissenso legato al totale rifiuto della politica"; "l’impegno, infine, ad operare all’interno della comunione ecclesiale per un nuovo ordine che è giusto solo se misurabile nella prospettiva del Regno". Direzione, quest’ultima, "assunta, ad esempio, dall’Azione cattolica e dalle Acli".

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