‘NDRANGHETA: DONNE DI SAN LUCA, "NO A STRUMENTALIZZAZIONI GIORNALISTICHE"

"Smentiamo ogni etichetta che per strumentalizzazioni giornalistiche ci viene cucita addosso": così il Movimento "Donne San Luca", in merito ad alcune notizie apparse sulla stampa in occasione della visita del procuratore nazionale antimafia Piero Grasso alla casa di accoglienza del Movimento a San Luca, paese noto per fatti di ‘ndrangheta. Non si tratta, dunque, di un "movimento antimafia" ma, com’è precisato in un comunicato, di un "movimento apolitico e apartitico la cui unica mission è creare opportunità di occupazione per le donne di San Luca". Smentite anche alcune dichiarazioni attribuite ad una collaboratrice del movimento, Teresa Strangio, che è la madre di Francesco Giorgi e la sorella di Sebastiano Strangio (morti nella strage di Duisburg in Germania, avvenuta ad agosto 2007 in un regolamento di conti interno alla ndrangheta, ndr). La signora Strangio e il marito, Giovanni Giorgi, che "hanno perdonato gli assassini del figlio, affidandosi completamente alla fede", non hanno chiesto al procuratore di "sapere al più presto la verità", ma hanno semplicemente espresso a Grasso "il loro sconcerto nel vedere costantemente utilizzate le immagini del figlio come fosse un ‘fotomodello della ‘ndrangheta’". Di qui la richiesta alle emittenti televisive "rispetto nell’utilizzo" di tali immagini per "porre fine a questa moviola del dolore".

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