MIGRAZIONI: VÖCKING, IN EUROPA "PARITÀ DI DIRITTI" CON I RESIDENTI

"Tutte le persone immigrate in un Paese europeo con un contratto di lavoro, devono godere degli stessi diritti sociali e familiari dei residenti. Bisogna opporsi all’applicazione dello statuto di stagionale e a quello di lavoratori di breve durata, poiché entrambi tengono conto unicamente della forza lavorativa e non considerano gli aspetti psicologico ed educativo". E’ quanto ha affermato p. Hans Vöcking, segretario della Commissione per le Migrazioni del Ccee (Consiglio Conferenze Episcopali Europee), intervenendo oggi all’Assemblea plenaria del Pontificio Consiglio per i Migranti (fino al 15) dedicata al tema "La famiglia Migrante ed itinerante". Per Vöcking le famiglie immigrate e rifugiate "devono poter beneficiare, con la firma del contratto di lavoro, del diritto al ricongiungimento familiare. In questo contesto – spiega – rileviamo che non è accettabile mantenere differenze tra i gruppi socio-economici provenienti dall’Europa o da un altro continente". Per il sacerdote, la società europea è diventata inter-culturale e multi-religiosa, passando da "continente d’emigrazione" a "luogo d’immigrazione", rispetto al quale il numero delle donne è nettamente aumentato negli ultimi 20 anni. Questo elemento di "femminilizzazione" ha offerto all’Europa "un volto nuovo". (segue)

© Riproduzione Riservata

Quotidiano

Quotidiano - Italiano

Archivio

Informativa sulla Privacy