CONSIGLIO D’EUROPA: VOTATA UNA RISOLUZIONE SUL "DIRITTO ALL’ABORTO" (2)

Il testo approvato dall’Apce (102 sì, 69 contrari) afferma che "l’aborto non può in alcun caso essere considerato come un mezzo di pianificazione familiare" e, "per quanto possibile, deve essere evitato". Quindi si sostiene che "tutti i mezzi compatibili con i diritti delle donne devono essere messi in opera per ridurre le gravidanze non desiderate e l’aborto". Segue un’altra considerazione: "Benché l’aborto sia legale nella grande maggioranza degli Stati membri CdE", in molti di questi paesi "varie condizioni restringono l’accesso effettivo a un aborto senza rischi". Inoltre, nei paesi in cui l’aborto è legale, la carenza di strutture sanitarie, la mancanza di medici che accettano di praticare l’aborto, i consulti sanitari resi obbligatori, "rendono l’accesso all’aborto più difficile". Secondo il testo passato in aula, vietare l’aborto non porta a una riduzione delle interruzioni di gravidanza, ma "conduce piuttosto agli aborti clandestini, più traumatici e pericolosi". Tra le obiezioni sollevate dai deputati, è stato sottolineato come nel testo non si parli mai del "diritto alla vita" del nascituro, dei traumi e delle sofferenze affrontate le donne che abortiscono, del diritto del padre di esprimere un parere sulla decisione assunta dalla madre di abortire.

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