L’OSSERVATORE ROMANO: UNA "BOLLA DI SOLIDARIETÀ" PER USCIRE DALLA CRISI FINANZIARIA

Invece della "bolla cinese", per uscire dalla crisi finanziaria planetaria si potrebbe avviare "una bolla di solidarietà che coinvolga i Paesi poveri": una sorta di "bolla umanitaria che corregga l’errore della passata bolla di sviluppo egoistico, frutto della crisi di valori dell’uomo". A proporlo è Ettore Gotti Tedeschi, che sull’Osservatore Romano si dimostra scettico sulla strada scelta dagli Usa per uscire dalla crisi. "Per assorbire la bolla finanziaria che sta minacciando il mondo intero – spiega l’esperto – si pensa negli Stati Uniti di produrne una nuova — legata forse all’energia o al mercato automobilistico — utilizzando l’unica liquidità disponibile, cioè quella cinese". Ma "la nuova bolla probabilmente ignorerà ancora di più quella parte del mondo esclusa dal benessere", mentre "si potrebbe invece avviare un processo economico creativo di dimensione planetaria che ristabilisca una crescita più sostenibile". "Perché, invece di un’altra bolla correttiva, egoistica e a breve termine – si chiede Gotti Tedeschi – non si pensa a una bolla solidale a lungo termine, che generi la crescita di produzioni e manodopera, finanziando i consumi e gli investimenti nei Paesi poveri? Che permetta in alcuni anni a circa tre miliardi di persone di partecipare alla crescita dell’intero sistema economico?".

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