ELUANA ENGLARO: SPAGNOLO (UNIV. MACERATA), "LEGITTIMA L’OBIEZIONE DI COSCIENZA" (2)

"L’enfasi dei media sulla vicenda di Eluana – conclude Spagnolo – dovrebbe far interrogare le persone che si dichiarano favorevoli all’attuazione della sentenza di Cassazione su cosa significhi essere gli esecutori di una sentenza di morte". Di qui l’auspicio che "tutti i medici e gli operatori sanitari ripensino il significato della loro professione e sull’imbarazzante posizione di eventuali ‘volontari della morte’". Tornando alla tragica vicenda della donna di Lecco in stato vegetativo persistente da 17 anni, Spagnolo fa notare che "anche le diverse fasi previste dal protocollo che la struttura di Udine adotterebbe per eseguire la sentenza della Cassazione, sospendendo l’alimentazione e l’idratazione, dimostrano la problematicità dell’operazione: è contraddittorio, infatti, prevedere interventi volti ad attenuare la sofferenza che comporta una morte per fame e per sete, all’interno di in un processo che si prevede duri circa quindici giorni. Sospendere l’alimentazione e l’idratazione per poi dare qualcosa che attenui gli ‘effetti collaterali’ come la sofferenza del paziente – invece di rimuovere le cause, come un buon medico dovrebbe fare, e quindi in questo caso non dar corso alla sentenza citata – è agghiacciante e paradossale".

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