RISVEGLIO DA COMA A TORINO: PESSINA (CATTOLICA), SMENTISCE UN CERTO "DOGMATISMO"

"Un segnale importante perché dimostra che quando la scienza sa non essere dogmatica, anche di fronte allo stato vegetativo rimane aperta alla possibilità della presa in carico, del miglioramento delle condizioni di salute e magari della guarigione. Occorre tuttavia valutare concretamente le modalità di questo tipo di intervento". Adriano Pessina, direttore del Centro di Ateneo di Bioetica dell’Università Cattolica, commenta in questi termini al SIR la notizia, diffusa oggi da alcune agenzie, del risveglio dallo "stato vegetativo permanente" di una ragazza di 20 anni a Torino. Il risveglio – dopo due anni di stato vegetativo a causa di un incidente stradale – sarebbe avvenuto a seguito di un intervento di stimolazione corticale con l’inserimento di due piastrine nel cranio collegate ad un pacemaker. Per Pessina "occorre non creare false illusioni, ma questo risultato è importante perché smentisce il dogmatismo di alcune posizioni neurologiche secondo il quale di fronte allo stato vegetativo non c’è più nulla da fare". "Questo intervento – prosegue l’esperto – e ci restituisce una visione più equilibrata dell’immagine della tecnologia". Sulla presunta invasività della procedura Pessina osserva che "anche l’inserimento di un pacemaker cardiaco lo è. L’invasività non deve essere valutata in se stessa, ma sempre in rapporto alla proporzionalità, cioè ai risultati conseguibili".

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