ARRESTI A NAPOLI: PADRE PIZZUTI (SOCIOLOGO), "C’È STATO UN SILENZIO GENERALE"

"È una giornata triste per Napoli e anche per i cristiani impegnati in politica". È il commento di padre Domenico Pizzuti, sociologo gesuita, alla bufera giudiziaria che si è abbattuta su Napoli legata alla delibera comunale "Global service", la gara d’appalto da 400 milioni poi ritirata per mancanza di fondi. Tredici le misure di custodia cautelare emesse: in carcere è finito l’imprenditore Alfredo Romeo, considerato figura centrale dell’inchiesta, due assessori comunali, Ferdinando Di Mezza e Felice Laudadio, e due ex della giunta Iervolino, Enrico Cardillo e Giuseppe Gambale, tutti del Pd. Tra i destinatari delle misure cautelari figura anche l’ex provveditore alle opere pubbliche della Campania Mario Mautone, e il colonnello della Guardia di Finanza già in forza alla Dia Vincenzo Mazzucco. Nell’incheista anche l’ex assessore, Giorgio Nugnes, suicida lo scorso 29 novembre, e due parlamentari, Italo Bocchino (Pdl) e Renzo Lusetti (Pd) raggiunti da avviso di garanzia. Tra i venti indagati non c’è il sindaco di Napoli, Rosa Russo Iervolino. "L’indagine e la questione morale ad essa collegata – osserva padre Pizzuti – coinvolge in prima persona personaggi della politica e imprenditori, ma anche la società civile. La borghesia napoletana, infatti, non si è ribellata a questo sistema. C’è stato un silenzio generale".

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