ELUANA ENGLARO: PESSINA (CATTOLICA) SU PROVV. SACCONI, "PRIMATO DEL PRENDERSI CURA" (2)

In questi casi, precisa la nota, "qualora l’idratazione e l’alimentazione non ottenessero il loro scopo, e si valutassero questi trattamenti sproporzionati alla situazione clinica, potrebbero essere giustamente sospesi. Al contrario, non risulta motivata la sospensione in nome del fatto che una persona dipende da altri per il suo sostentamento o non potrà riprendere una coscienza relazionale". In un momento in cui "il dibattito pubblico sembra incentrato soltanto sulla valorizzazione del diritto di rifiutare cure e trattamenti, e la medicina e la tecnologia vengono rappresentate emotivamente come le potenziali nemiche dell’uomo e della sua condizione di finitezza e mortalità, questo indirizzo – osserva ancora Pessina – pone di nuovo al centro dell’attenzione il primato del prendersi cura, dell’assistenza e della solidarietà, come forme proprie di tutte le strutture che sono preposte alla Salute e alle politiche sociali". Un’opzione per la cura e l’assistenza che, chiarisce il bioeticista, che non si contrappone in alcun modo "alla libertà di programmazione dei trattamenti, alla valutazione della proporzionalità delle cure e degli interventi, ai diritti di scelta rispetto alle prassi terapeutiche, al rifiuto dell’accanimento clinico, perché sono le due facce della stessa logica di riconoscimento della dignità umana".

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