DIRITTI UMANI: TOMASI (SANTA SEDE), IL RISCHIO DI "NUOVI DIRITTI UMANI" (2)

Tomasi ha affermato che "non si dice niente di nuovo o di rivoluzionario quando si parla del diritto alla vita, del rispetto della famiglia, del matrimonio come unione tra un uomo e una donna, della libertà di religione e di coscienza, dei limiti della autorità dello Stato davanti ai fondamentali valori e diritti, anzi sia la lettera che lo spirito della Dichiarazione sono rispettati, e la coerenza con la natura delle cose e il bene comune della società è confermata". Per mons. Tomasi "una cosa è affermare un legittimo pluralismo di forme di libertà altro è negare ogni universalità o intelligibilità alla natura dell’uomo o all’esperienza umana". L’Osservatore Permanente della Santa Sede ha poi invocato una maggiore attuazione della Dichiarazione: "in un mondo dove c’è troppa gente è affamata, ci sono troppi conflitti violenti, e troppe persone sono perseguitate per la loro fede, tanta strada e tanto lavoro restano da fare per eliminare ogni discriminazione. La famiglia può essere la prima agenzia di protezione e promozione della dignità umana e dei diritti fondamentali. E questo in linea con la Dichiarazione universale e la carta dei diritti della famiglia della Santa Sede che quest’anno compie 25 anni".

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