ADOZIONI INTERNAZIONALI: AIBI, DELUSIONE PER LA DELIBERA SUI NUOVI CRITERI

"Un’occasione perduta": così Marco Griffini, presidente di Amici dei bambini (Aibi), definisce la delibera sui nuovi criteri per l’autorizzazione all’attività degli enti autorizzati alle adozioni internazionali. "Le nostre aspettative rispetto al lavoro della Commissione per le adozioni internazionali svolto in più di un anno sono state deluse – evidenzia Griffini -. Gli obiettivi erano differenti e i criteri definiti non ne rappresentano l’attuazione. Non si doveva procedere in nome della trasparenza e della professionalità ritenuti gli unici criteri per autorizzare gli enti? Alle promesse non sono seguiti i fatti". L’Aibi ritiene infatti che la Commissione non abbia minimamente razionalizzato e risolto i problemi della disomogeneità, del numero esorbitante e della non collocazione territoriale degli enti autorizzati. "Nei requisiti degli enti – aggiunge Griffini – è scomparsa l’esperienza specifica da maturare in almeno 5 anni. Per quanto concerne l’ambito di operatività si chiedeva che un ente potesse operare secondo un criterio di regionalizzazione. La Commissione ha invece creato 5 macro aree e ha autorizzato gli enti ad accettare incarichi da parte delle coppie ivi residenti o nelle zone limitrofe: basta che un ente abbia una sede in Emilia Romagna e una in Campania per poter abbracciare tutto il territorio".

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