UE: ORARIO DI LAVORO, IN DISCUSSIONE IL LIMITE MASSIMO DI 65 ORE SETTIMANALI

Mentre sfila per le strade di Strasburgo un corteo promosso dalla Confederazione europea dei sindacati, il Parlamento Ue è chiamato a decidere nella sessione plenaria sulla direttiva per la revisione degli orari di lavoro. Si tratta di un provvedimento che giunge in seconda lettura in Emiciclo. Le parti più contestate riguardano la possibilità di stabilire – con un accordo diretto tra lavoratore e azienda – un orario massimo di lavoro di 60/65 ore la settimana, nonché l’obbligatorietà, per alcuni settori e professioni, del lavoro domenicale. "I deputati – spiega una nota del Parlamento Ue – chiedono di limitare a un massimo di 48 ore il lavoro settimanale in tutti gli Stati membri", respingendo la possibilità di derogarvi sostenuta dal Consiglio. L’iter della direttiva era iniziato 5 anni or sono e il Parlamento si era pronunciato in prima lettura nel 2005. Il Consiglio dei ministri ha quindi raggiunto un accordo al suo interneo solo nel settembre 2008, pur con il voto contrario di Spagna e Grecia e l’astensione di Belgio, Cipro, Malta, Portogallo e Ungheria. (segue)

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