ELUANA ENGLARO: DI PIETRO (CATTOLICA), "STRUMENTALE" IL "SILENZIO" DEI MEDIA (2)

Qualora, invece, "le cose non vadano come si vorrebbe", prosegue Di Pietro, "un altro caso verrà posto all’attenzione mediatica, affinché si possa ottenere lo stesso risultato con un nuovo martellamento mediatico, anche attraverso immagini che non corrispondono alla realtà, come quelle di pazienti che si trovavano in rianimazione, e non in condizioni di stato vegetativo". Quanto al "no" di tre regioni ad ospitare Eluana nelle proprie strutture sanitarie e dare così esecuzione alla sentenza, Di Pietro osserva che "è difficile interpretare le reali motivazioni" che stanno dietro a tali decisioni. "Evidentemente – commenta – queste strutture non vogliono passare come luoghi dove si può dare la morte. Il rischio, in altre parole, è che nel dibattito sul fine vita e sulle volontà anticipate di trattamento si passi da una situazione in cui una persona ha detto qualcosa e disponga della propria vita, per estensione lo stesso comportamento venga adottato anche nei confronti di coloro che non hanno detto niente o che volgano un trattamento di tipo diverso". Di qui la "grande prudenza" delle strutture sanitarie, che temono "il rischio di una perdita di fiducia da parte dei pazienti". "Le persone che stanno male – conclude Di Pietro – hanno un’unica paura: che la prossima volta di loro non si interesserà più nessuno, e che li tratteranno come non vorrebbero essere trattati".

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