FEDE E CULTURA: MONS. BETORI (FIRENZE), NO AL "CULTO DEI FATTI"

"Se la storia sembra aver fatto giustizia dell’idea secondo la quale la religione era destinata a un inesorabile declino, stiamo ancora facendo i conti con la premessa epistemologica del secolarismo, con il culto dei fatti". Lo ha detto mons. Giuseppe Betori, arcivescovo di Firenze, aprendo questo pomeriggio l’Anno Accademico della Facoltà Teologica dell’Italia Centrale. In particolare, il presule ha esortato a "superare quel modo un po’ superficiale con cui alcuni commentatori giudicano le espressioni e le azioni della Chiesa", giudicando l’annuncio di Cristo come "qualcosa di atemporale, di fisso", come un presunto tentativo di "chiudere gli occhi di fronte ai problemi, che hanno bisogno di soluzioni concrete". In base a tale posizione, ha spiegato Betori, "se si prendessero sul serio i ‘fatti’, non ci sarebbero più credenti in un Dio trascendente; si penserebbe piuttosto a porre concretamente rimedio a tali problemi". "Una simile posizione – ha ammonito l’arcivescovo – non offre alcuna giustificazione della presunta inefficacia della religione: si limita ad affermarla a priori, in fora di un presupposto ideologico". (segue)

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