BIOETICA: LA "DIGNITAS PERSONAE" E LA FECONDAZIONE ARTIFICIALE

“Nel documento ‘Dignitas personae’ non vi è rifiuto dell’artificialità in genere, ma di quella che stravolge il più personale degli atti umani, quello procreativo”: lo ha detto stamane ai giornalisti in Sala Stampa Vaticana la docente di bioetica Maria Luisa Di Pietro, illustrando il perché la Chiesa sia contraria alla fecondazione artificiale sia intracorporea, sia extracorporea in quanto “tecniche – ha spiegato – che sostituiscono l’atto coniugale nella chiamata all’esistenza di una nuova vita”. Riferendosi a uno strumento chiamato ‘Semen Collection Device’, che – ha detto – “viene utilizzato all’Università Cattolica” in casi di infertilità nella coppia, ne ha spiegato la liceità in questi termini: “Questo strumento consente di prelevare il seme durante l’atto coniugale e quindi, dopo opportuna preparazione, lo stesso viene riveicolato nelle vie genitali femminili. C’è un ricorso alla tecnica e c’è intervento del medico ma senza che ci siano offese alla dignità delle persone coinvolte. Tale metodica mira ad aiutare l’atto coniugale sia per facilitare il concepimento, sia per consentirgli di raggiungere il suo fine, una volta che sia stato normalmente compiuto”. In pratica, ha poi spiegato, “si tratta di uno strumento simile a un profilattico, ma composto di materiale non spermiotossico, perforato per raccogliere il seme e poi trattarlo in vista della reimmissione”.

© Riproduzione Riservata

Quotidiano

Quotidiano - Italiano

Archivio

Informativa sulla Privacy