BENEDETTO XVI: MESSAGGIO PER LA GIORNATA DELLA PACE 2009 (3)

Di qui il richiamo agli Stati ad "una seria riflessione sulle più profonde ragioni dei conflitti, spesso accesi dall’ingiustizia, e a provvedervi con una coraggiosa autocritica". Un miglioramento dei rapporti "dovrebbe consentire una riduzione delle spese per gli armamenti" e quindi tradursi in "un impegno per la pace all’interno della famiglia umana" attraverso risorse da destinare a progetti di sviluppo. Sulla crisi alimentare, "caratterizzata non tanto da insufficienza di cibo, quanto da difficoltà di accesso ad esso e da fenomeni speculativi", il Papa denuncia la "carenza di un assetto di istituzioni politiche ed economiche in grado di fronteggiare le necessità e le emergenze". Più in generale Benedetto XVI sottolinea la necessità di "una forte solidarietà globale tra Paesi ricchi e Paesi poveri, nonché all’interno dei singoli Paesi", e di "un codice etico comune" le cui norme "siano radicate nella legge naturale" inscritta "nella coscienza di ogni essere umano". Con riferimento alle attuali regole del commercio internazionale che penalizzano ed emarginano "molti Paesi a basso reddito", il Papa lancia un appello perché tutti "abbiano le stesse possibilità di accesso al mercato mondiale, evitando esclusioni e marginalizzazioni". (segue)

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