LUMSA: CONVEGNO INTERNAZIONALE SU LUOGHI DI CULTO E ISTITUZIONI RELIGIOSE (2)

"Si pone un problema di garanzia per motivi di libertà religiosa e di culto. Con la Chiesa cattolica e con quelle Ortodosse – afferma il rettore – siamo abituati a strutture gerarchiche con le quali rapportarci, ma con l’Islam non è possibile poiché è composto da una molteplicità di realtà. Lo Stato italiano ha una legislazione favorevole all’edificazione di luoghi di culto anche islamici: ma chi rappresenta veramente gli islamici o gli islamici che si trovano in una data località? Questo è il vero problema. Il dibattito sulle moschee in corso in Italia mostra un problema che, al di là di forme che possono sussistere di xenofobia, nasce da motivi di ordine pubblico, dal timore che questi luoghi possano diventare, come in parte è accaduto, dei luoghi di indottrinamento, di eccitazione alla violenza e alla guerra santa". "Credo, tuttavia, che come italiani ed europei dobbiamo fare dei passi avanti nei confronti di queste altre realtà religiose immaginando anche forme giuridiche un poco differenziate rispetto a quelle consuete" fermo restando "la volontà di queste di calarsi in pieno nella realtà dove operano dandosi una struttura anche per godere di quei benefici che la legge prevede, senza ricorrere ad artifici giuridici, come quello di trasformarsi in onlus per essere proprietario di un luogo di culto".

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