DIRITTI UMANI: CARD. BERTONE, HANNO "RADICE COMUNE" NELLA "LEGGE NATURALE"

Per il segretario di Stato "è sempre più difficile prevedere una tutela dei diritti, efficace e universale, senza un collegamento a quella legge naturale che feconda i diritti medesimi ed è l’antitesi di quel degrado che in tante nostre società" mette in discussione "l’etica della vita e della procreazione, del matrimonio e della vita familiare, come pure dell’educazione e della formazione delle giovani generazioni, introducendo unicamente una visione individualistica su cui arbitrariamente costruire nuovi diritti non meglio precisati nel contenuto e nella logica giuridica". I diritti, ha ammonito, "non possono essere dei contenitori che secondo i momenti storici, culturali e politici si riempiono di significati e di elementi diversi"; la loro "radice comune" è insita nella legge naturale che, ha rammentato Benedetto XVI all’Onu, "è inscritta nel cuore dell’uomo". La Dichiarazione del 1948, nella quale "la Chiesa ha visto un segno dei tempi", "è un punto di arrivo – ha concluso Bertone -. Essa deve essere però anche sempre un nuovo punto di partenza" in quanto "chiamata non solo a difendere la libertà e le sue regole, ma anche ad impedire che esse possano degenerare nella negazione del primato dell’essere umano".

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