DIRITTO ALL’ACQUA: COMITATO ITALIANO, UN PROTOCOLLO CON PROPOSTE CONCRETE

Un protocollo sull’acqua da allegare ad un Trattato internazionale come quello Post-Kyoto. Uno strumento che proponga, attraverso dati e soluzioni concrete, tre obiettivi: il diritto all’acqua e all’igiene, la salvaguardia degli ecosistemi, la pace e la sicurezza nel mondo. Questa la proposta con cui si è concluso ieri a Milano il convegno internazionale "Nuove strategie per il diritto all’acqua", organizzato dal Comitato italiano Contratto mondiale sull’acqua-Onlus, in collaborazione con diverse realtà italiane ed europee. Secondo Riccardo Petrella, presidente Istituto europeo di ricerca sulle politiche dell’acqua, questo documento dovrà essere realizzato da tutti gli attori coinvolti, per rispondere a quattro sfide: "Includere l’acqua nell’agenda politica dei negoziati internazionali sui problemi climatici; liberare le Nazioni Unite e la politica mondiale dai Forum Mondiali sull’acqua, che non sono legittimati a trattare questa problematica; dare risposte concrete a fronte di dati che ci dicono che nel 2032 il 60% della popolazione mondiale, dunque circa 4,8 miliardi di persone, non avrà accesso all’acqua; far guarire i tre grandi malati d’acqua Usa, India e Cina, che non hanno quantità sufficienti di risorsa idrica e che rispondono a questa penuria con provvedimenti del tutto insufficienti e sbagliati, come la costruzione di nuove dighe o il dissalamento dell’acqua marina".

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