BENEDETTO XVI: "I DUE POLI DELL’ESISTENZA UMANA: SOLITUDINE E COMUNIONE" (3)

Riferendosi ancora alla figura di san Pier Damiani, "tra i grandi ‘riformatori’ della Chiesa dopo l’anno Mille", il Papa ha aggiunto: "Ogni autentica riforma dev’essere anzitutto spirituale e morale, deve cioè partire dalle coscienze. Spesso oggi, anche in Italia, si parla di riforma universitaria. Penso che, fatte le debite proporzioni, rimanga sempre valido questo insegnamento: le modifiche strutturali e tecniche sono effettivamente efficaci se accompagnate da un serio esame di coscienza da parte dei responsabili a tutti i livelli, ma più in generale di ciascun docente, di ogni studente, di ogni impiegato tecnico e amministrativo". Ha poi proseguito: "Se si vuole che un ambiente umano migliori in qualità ed efficienza, occorre prima di tutto che ciascuno cominci col riformare se stesso, correggendo ciò che può nuocere al bene comune o in qualche modo ostacolarlo (..) la validità di una riforma dell’Università non può che avere come riscontro la sua libertà: libertà di insegnamento, libertà di ricerca, libertà dell’istituzione accademica nei confronti dei poteri economici e politici". "La vocazione dell’Università – ha concluso – è la formazione scientifica e culturale delle persone per lo sviluppo dell’intera comunità sociale e civile".” “

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