ONU: CONVEGNO CULTURA DI PACE, CRISI FINANZIARIA E "BANCAROTTA MORALE"

"Questo non è un incontro su questioni religiose, ma sui valori condivisi e capaci di unire comunità e culture diverse": lo ha detto, ieri, Miguel D’Escoto Brockmann, presidente della Assemblea generale delle Nazioni Unite, ai giornalisti intervenuti al Palazzo di vetro per seguire i lavori del convegno "Cultura di pace" che termina oggi, 13 novembre, nella sede dell’Onu a New York. "Siamo qui per parlare di principi e valori diversi eppure compatibili e condivisibili, per metterli al servizio di coloro che prendono decisioni a livello internazionale e per cercare di aiutare il mondo a superare le crisi che sta attraversando", ha sostenuto D’Escoto riferendosi ai conflitti in corso, ai cambiamenti climatici e alla crisi economica globale. Nonostante si parli di "emergenza finanziaria e della necessità di soccorrere Wall Street – ha affermato D’Escoto – è l’umanità ad avere bisogno di aiuto dal momento che la ‘bancarotta morale’ impedisce ai paesi di onorare i loro impegni per la lotta alla povertà". Da parte sua, il segretario generale dell’Onu Ban Ki-moon ha espresso "massimo sostegno" per l’iniziativa, che "può contribuire a contrastare odi, pregiudizi ed estremismo". Al convegno, il primo del genere mai organizzato dalla Nazioni Unite, su richiesta del monarca saudita Abdullah II, partecipano circa 70 capi di Stato e di governo.

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