FAMILY DAY: PEZZOTTA (PORTAVOCE), "LA FAMIGLIA DIVENTI UNA CAUSA NAZIONALE". 1 MILIONE E MEZZO IN PIAZZA (2)

Pezzotta si è rivolto ai molti politici presenti in piazza: "abbiamo il diritto di sapere se chi ci governa punta su un modello antropologico centrato unicamente sull’autonomia dell’individuo, sull’utilitarismo delle affettività temporanee e deboli o se invece punta a consolidare quello della dinamica famigliare e pertanto di un’affettività che si incardini nella dimensione della responsabilità sociale". "Il nostro essere qui oggi in tanti, non è manifestare contro o a favore dell’uno o dell’altro schieramento politico – ha precisato – Il bene comune, il bene del Paese, il bene dell’Italia, il bene delle nuove generazioni è il nostro riferimento di fondo. Nessuna volontà di dividere il Paese o alimentare scontri anacronistici. Questa non è una piazza guelfa. Qui non si strumentalizza la religione, ma neppure si vieta alla religione di illuminare la coscienza delle persone, credenti e non. Perché la fede per un credente non è irrilevante nella costruzione della società". È sul terreno di difesa della libertà e della dignità della persona umana (aborto, eutanasia, morti sul lavoro…) che, per Pezzotta, "si colloca l’impegno per la famiglia, per il matrimonio civile e per fare in modo che le figlie e i figli abbiano un padre e una madre. Non possiamo essere applauditi quando ci schieriamo contro la guerra, contro la fame nel mondo, contro la pena di morte, quando ci impegniamo per l’economia civile e per la giustizia sociale e essere considerati oscurantisti quando vogliamo valorizzare la famiglia". (segue)

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