VOCAZIONI: DON LADISA (CNV), IL CRISTIANESIMO "NON È NÉ UN VIRUS NÉ UN OPTIONAL"

Di fronte ad un "uomo europeo senza vocazione e senza religione", e a giovani "con identità incompiute e deboli, nomadi a livello affettivo, culturale e religiosi, "nessuno può essere escluso da una proposta seria di vita cristiana, perché il cristianesimo non è un virus né un optional". Lo ha detto don Antonio Ladisa, rettore del Pontificio seminario regionale Pugliese "Pio XI" e vicedirettore del Centro nazionale vocazioni, intervenendo oggi a Roma al Convegno nazionale del Cnv, cui partecipano circa 800 persone, provenienti da tutte le regioni d’Italia. "Un’educazione alla fede, senza il respiro vocazionale, non è neppure un’educazione alla fede", ha fatto notare il relatore, soffermandosi sulla necessità di "far capire ai giovani che l’attaccamento alle fatiche di ogni giorno è il terreno su cui rispondere alla chiamata di Dio per ciascuno di noi". Di qui la necessità di un "tirocinio" di esperienze in grado di evitare "uno dei pericoli più insidiosi della pastorale giovanile: quello di fermarsi ad una proposta generica della vita come vocazione, senza però far emergere, in una visione sapienziale della vita, il volto della vocazione che Dio sta costruendo nella storia concreta di ciascun giovane".

© Riproduzione Riservata

Quotidiano

Quotidiano - Italiano

Archivio

Informativa sulla Privacy