IRAQ: PATRIARCATO CALDEO, "CRISTIANI SEMPRE PIÙ VITTIME DI VIOLENZE" (2)

Davanti all’insicurezza, aggiunge mons. Warduni, "molti cristiani lasciano l’Iraq. Non temere piccolo gregge, si legge nella Scrittura, ma qui siamo accerchiati da tanti lupi. Si rischia di finire divorati o allontanati. Tuttavia c’è anche chi mostra fede in Dio". Tra i motivi di tanta violenza contro i cristiani il presule caldeo punta l’indice contro "la credenza che siano ricchi e per questo subiscono molti rapimenti. Ma coloro che possedevano qualcosa sono andati via". Una violenza facilitata anche dal fatto che "i nostri fedeli sono pochi, pacifici e quindi deboli". Il tutto è aggravato dall’ingresso "in Iraq di stranieri che fomentano la divisione e sangue". "Ci vorrebbe – afferma – una conferenza internazionale sull’Iraq ma anche un esercito capace di far uscire dal Paese gli elementi stranieri violenti e di disarmare le milizie di morte. Un esercito che protegga il Paese e i suoi cittadini e non asservito a interessi di parte. E’ facile parlare di democrazia e libertà, ma dove sono oggi in Iraq? E’ libertà uccidere bambini, mettere bombe, rapire? E come si fa a vivere con solo due ore di elettricità al giorno? Chi oggi parla di democrazia saprebbe come fare?". "E’ giunto il tempo di gridare dai tetti la nostra condizione – conclude – anche a costo di morire. Magari ci uccidessero se questo servisse a dare la pace all’Iraq".

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