CEI: COMUNICATO FINALE CONSIGLIO PERMANENTE (3)

Con riferimento alla situazione italiana, nel Comunicato finale dei lavori del Consiglio permanente, i presuli "segnalano il divario occupazionale sempre più ampio tra il Mezzogiorno e il resto della nazione", e chiedono "una più forte convergenza delle istituzioni delle forze politiche" a sostegno della "famiglia fondata sul matrimonio". Ribadendo il diritto della Chiesa "ad affermare e difendere i grandi valori", i vescovi riaffermano che "alla famiglia fondata sul matrimonio monogamico tra persone di sesso diverso non possono essere equiparate in alcun modo altre forme di convivenza, né queste possono ricevere in quanto tali riconoscimento legale". Quanto alle convivenze eterossessuali, è stato ribadito che "la protezione dei loro diritti può essere assicurata dall’attuale giurisprudenza" e "non vi è motivo di creare un modello legislativamente precostituito". I vescovi hanno quindi riaffermato il rifiuto dell’eutanasia e dell’accanimento terapeutico ma, al tempo stesso, hanno messo in guardia dai rischi dell’"abbandono terapeutico". Quanto agli immigrati, dai presuli è venuto l’invito a "tenere presente la centralità della persona umana". Con riferimento, infine, alla recrudescenza di violenze a Napoli, i vescovi hanno espresso vicinanza alla città e alla Chiesa, e "apprezzamento per il generoso impegno a servizio del Vangelo".

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