LEBBRA: COLIZZI (AIFO), UNA MALATTIA CHE SI PUO VINCERE "MA DA NON ARCHIVIARE"

"Dagli ultimi dati sulla lebbra dell’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) vengono segnali di ottimismo, tuttavia bisogna continuare a combattere con l’obiettivo di non avere più malati". Così Marco Colizzi, presidente dell’Associazione italiana amici di Raul Follereau (Aifo), oggi in un’intervista rilasciata al Sir in vista della 54.ma Giornata mondiale dei malati di lebbra che si celebra il 28 gennaio. "Per tutti gli anni ’90 e gli inizi del 2000 – ha spiegato – i dati oscillavano tra 5 e 6 mila casi nuovi ogni anno. Dal 2003 in poi invece si è registrato un calo che sembra essere stabile, fino all’ultimo dato del 2005 che parla di poco più di 300 mila nuovi casi, che comunque restano sempre tantissimi". "L’Oms – ha aggiunto – pensa che nel giro pochi anni, la malattia possa essere vinta, almeno come problema di salute pubblica. Il problema è che la lebbra da molto tempo si concentra solo in alcune aree del pianeta, per cui se in Europa e nell’America del Nord non c’è, l’India da sola fa registrare più di 200 mila casi nuovi l’anno, il Brasile 40 mila". "Occorre, quindi – ha concluso – un grande sforzo conclusivo nella lotta a questa malattia. In vista della Giornata mondiale vogliamo richiamare l’attenzione sul rischio che questi dati positivi possano far pensare che la lebbra possa essere una malattia da archiviare".

© Riproduzione Riservata

Quotidiano

Quotidiano - Italiano

Archivio

Informativa sulla Privacy