ADOZIONE EUROPEA: LE PROPOSTE DEL COORDINAMENTO "OLTRE L’ADOZIONE" (2)

"Per garantire alle coppie un accompagnamento di qualità – ha detto Bernicchi – occorre far sì che gli enti autorizzati diventino realtà attive nelle singole regioni italiane: le famiglie devono rivolgersi a un ente che operi sul territorio, in convenzione con la Regione corrispondente, così da essere seguite e tutelate maggiormente soprattutto quando il minore entra in famiglia". Tra le questioni analizzate in Assemblea, quelle dell’adozione europea e dell’istituto della kafala, il sistema di protezione vigente nei paesi islamici che non è considerata adozione legittimante. "Con l’ingresso di Romania e Bulgaria in Unione Europea – ha osservato Marco Griffini, presidente di Amici dei Bambini (Aibi) – si aprono grandi possibilità per l’istituto dell’adozione europea. Anche in Europa assistiamo a un paradosso: da un lato sono migliaia i bambini fuori dalla famiglia, migliaia i minori stranieri non accompagnati che hanno lasciato il loro paese e vivono soli e migliaia i bambini in istituto adottabili che però ogni anno non sono accolti in famiglia; dall’altro sono sempre di più le famiglie disponibili". "Analogo paradosso vale per la kafala – ha continuato Griffini -; in Italia la comunità marocchina è tra le più numerose e l’assenza di volontà politica impedisce a migliaia di bambini marocchini di essere accolti da famiglie di connazionali che vivono nel nostro paese". (segue)

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