FORUM SOCIALE MONDIALE: IL CONTRIBUTO DELLE ONG CONFESSIONALI AI PROCESSI DI PACE (2)

(Nairobi) – Tante le esperienze positive, in Kosovo, Nepal, Georgia, tra quelle africane spicca il Camerun per l’idea degli studenti di coinvolgersi nel dialogo interreligioso. "Abbiamo diversi programmi a livello locale e internazionale – ha spiegato Zobel Behalal, del Miec -. Quando riusciamo a parlarci tra cristiani e musulmani è facile abbattere tutte le barriere". Stesso scopo è perseguito dalla rete di giovani musulmani e cristiani Repact del Ciad, dove non c’è guerra ma una situazione di instabilità molto forte a causa di lotte interne per il controllo dei proventi del petrolio. “Ci sono degli interessi che vogliono dividere il Nord e il Sud del Paese – ha raccontato Marie Line Ramackers -. Lo scopo del gruppo è mettere in comune i valori tradizionali che ci uniscono, risolvere i conflitti e le violenze nelle scuole attraverso la formazione di leaders e incoraggiare i giovani di tutte le religioni a non entrare nei movimenti estremisti”. Nel caso delle vignette danesi, ad esempio,”la rete ha reagito dicendo che era una manipolazione da parte dei poteri forti”.

© Riproduzione Riservata

Quotidiano

Quotidiano - Italiano

Archivio

Informativa sulla Privacy