SADDAM HUSSEIN: FABRIS (UNIV. PISA), NEI MEDIA "L’ESIBIZIONE DI UNA VENDETTA"

"Uno spettacolo ripreso perfino dai telefonini dei boia; una messa in scena, l’esibizione di una vendetta, di un rito di morte celebrato a uso e consumo dei telespettatori della prima serata, divisi fra curiosità e raccapriccio". Questa è stata, secondo Adriano Fabris, docente di etica delle comunicazioni all’Università di Pisa, l’esecuzione di Saddam Hussein, presentata dai media. "La sentenza, prima, e l’esecuzione, poi, – scrive Fabris in una nota in uscita sul Sir (old.agensir.it) – hanno dato il via alle solite prese di posizione da parte di alcuni uomini politici e ai consueti tentativi di guadagnare un po’ di visibilità commentando il fatto del giorno. Di più: queste prese di posizione hanno alimentato una polemica spicciola, per acuire le tensioni fra le parti. La notizia vera, quella della morte di Saddam, è passata così in secondo piano. E si è trasformata in un semplice pretesto per l’ennesima dichiarazione del politico di turno". Un chiaro esempio di "comunicazione asservita a un’ideologia". Da qui l’augurio di Fabris per il 2007: "una comunicazione che non dipenda da un’ideologia, ma che metta al centro la persona e accetti la sfida di testimoniare la verità; una comunicazione che non serva a fomentare l’odio, ma che sia al servizio della pace".

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