UNITÀ DEI CRISTIANI: KASPER, "PASSI AVANTI" NONOSTANTE LE DIFFICOLTÀ

C’è un “ecumenismo dei vertici” scandito dai grandi incontri e dalle relazioni fra le Chiese. E c’è un “ecumenismo della base”. I due percorsi si intrecciano e il card. Walter Kasper ne parla a SIR Europa, in apertura della Settimana di preghiera per l’unità dei cristiani (18-25 gennaio), come di due facce della stessa medaglia. Nell’ecumenismo, dice il presidente del pontificio Consiglio per l’unità dei cristiani, "è importante non coinvolgere solo i vertici ma raggiungere la base”. Secondo Kasper nel 2006 sono stati fatti passi avanti: "è stato ripreso il dialogo con tutte le Chiese ortodosse", la visita del Papa in Turchia, quella a Roma dell’arcivescovo di Atene Christodoulos, "un evento storico", e l’incontro tra l’arcivescovo di Canterbury, Rowan Williams e Benedetto XVI. Allo stato attuale "restano differenze anche dogmatiche con le Chiese d’Oriente sul ministero petrino e difformità di cultura e di mentalità" mentre con le Chiese riformate "crescono i dissensi su temi come l’omosessualità, il divorzio o l’eutanasia". Nonostante ciò il cardinale si dice "convinto che si potrà raggiungere l’unità perfetta" con le Chiese d’Oriente e "collaborare con importanti gruppi presenti nelle Chiese protestanti". E a settembre si terrà la terza assemblea ecumenica europea a Sibiu in Romania.

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