DISABILITÀ E MEDIA: GUIDI (MEDICO), OCCORRE "RACCONTARE LA QUOTIDIANITÀ"

"Una logica dello scoop fa sì che il disabile sia rappresentato nei media secondo un’ottica estremizzata per cui o viene descritto come un eroe, oppure come un demone o una vittima". Così Antonio Guidi, presidente dell’Istituto italiano di medicina sociale, al seminario di formazione per giornalisti e comunicatori sul tema della disabilità, dal titolo "Mass media e disabilità. Raccontare e curare i disagi fisici e psicologici dei bambini e delle famiglie", in corso oggi all’ospedale pediatrico "Bambin Gesù" in Roma.” “"Accade spesso – ha detto Guidi – che il disabile diventi protagonista di interviste perché è riuscito a superare la sua condizione nel lavoro o nello sport diventando un caso eclatante. Oppure che venga presentato in certi talk show serali come autore di delitti, nella ricerca spasmodica di un legame tra crimine e follia. Poi, quando il protagonismo scema, il disabile rientra nell’oscurità"."Questa rappresentazione estremizzata – ha concluso – incrementa pregiudizi. Bisogna raccontare al contrario la quotidianità dei disabili e far capire che sono persone che, anche se con qualche difficoltà in più, possono raggiungere traguardi importanti nell’affettività come nel lavoro, senza per forza essere casi eclatanti". ” ” ” “

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