POVERTÀ: COMUNITÀ DI SANT’EGIDIO, LA GUIDA 2007 PER I SENZA FISSA DIMORA (2)

"La guida – ha proseguito Marazziti – rappresenta una sorta di radiografia del tessuto sociale di solidarietà dei centri di ispirazione prevalentemente cattolica, accanto a quelli delle istituzioni". "Nella nostra mensa di Via Dandolo o – ha sottolineato il portavoce di Sant’Egidio –, dove approdano i più poveri (immigrati appena arrivati, mendicanti e nomadi) il 32% sono cattolici, e il 30% ortodossi". Per Marazziti, non è realistica "la prospettata ‘invasione’ di romeni e bulgari: per il precedente della Polonia, dalla quale si prevedeva un’invasione a seguito dell’annessione nell’Unione europea, che non c’è stata, e per il fatto che l’ingresso di romeni e bulgari già era esente dal visto dal 2001. Un incremento di presenze c’e stato in quell’anno". "I ricongiungimenti familiari – ha aggiunto – costituiscono un fattore di stabilità sociale, e l’inserimento scolastico è la base su cui costruire. Purtroppo però, dei fondi stanziati per l’immigrazione, la quasi totalità è impiegata dal Ministero degli Interni, quindi per rimpatri e gestione dei centri di prima accoglienza. Gli immigrati, però, pagano le tasse, anche perché vincolati nella loro permanenza in Italia ad avere un contratto di lavoro regolare, per un totale di 1,87 miliardi di euro, contro i 206 milioni di euro stanziati per l’immigrazione, con un disavanzo, quindi, di 1,6 miliardi".

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