VERONA 2006: RINI (VITA CATTOLICA), "DAL TERRITORIO SEGNI DI SPERANZA"

Attentati terroristici, guerre, i drammi dei Paesi poveri: di fronte a questa "drammatica realtà è urgente che i cristiani sappiano proporre motivi di una speranza visibile, palpabile". A scriverlo, nell’editoriale pubblicato oggi sul SIR, è Vincenzo Rini, direttore di "Vita Cattolica" di Cremona e presidente del Sir, a tre mesi dal Convegno ecclesiale di Verona. "A partire dalla realtà quotidiana, dal territorio, il cristianesimo – riflette Rini – è chiamato a proporsi come ‘progettualità’ nello spirito del ‘buon samaritano’ che si fa carico del povero incappato nei briganti e, sanate le sue ferite, gli propone vie d’uscita dalla disperazione o dalla non-speranza". "Questo non può essere fatto solo nei cinque giorni del Convegno di Verona – aggiunge Rini – ma qui la comunità può riposizionare le sue ragioni per un impegno più convinto, più coraggioso, più comunicato perché non sia una scelta di pochi intimi, ma un convergere ampio di idee, progetti, gesti, rivolti alla verità, alla giustizia, alla solidarietà e, quindi, alla pace". In tale senso, è fondamentale la comunicazione: "Si parte dal territorio nelle cui case, strade e piazze sono da sempre i settimanali cattolici, cercatori e narratori di quei segni di speranza che esistono anche se ignorati dai grandi media. Questa ‘piccola’ storia – conclude Rini – non è fuori dalla ‘grande’ storia. Come spesso accade il minore può indicare la strada giusta al maggiore".

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