REFERENDUM LEGGE 40: "SCIENZA & VITA" REPLICA AD AMATO E MARTINO (2)

Nel testo del Consiglio esecutivo del Comitato "Scienza & Vita", diffuso oggi dopo gli interventi di Giuliano Amato e Antonio Martino, sul "Corriere della Sera" di ieri, si ripropone la visione cattolica della vita con queste parole: "Il senatore Amato in passato si è mostrato un laico attento al diritto alla vita. Come non ricordare i suoi interventi a sostegno della soggettività giuridica dell’embrione fin dal concepimento? Egli sa benissimo che nella coscienza cattolica, in coerenza con la ragione, l’uomo è sempre uomo fin dal concepimento e che, quindi, non può essere qualificato delittuoso il tentativo, usando ogni mezzo legittimo a disposizione, di salvarlo dalla discriminazione, dal congelamento, dalla sperimentazione distruttiva che lo trasforma in cavia, dalla sua riduzione a cosa che può essere ammassata nei magazzini…". Secondo "Scienza & Vita", inoltre, "queste considerazioni valgono in buona parte anche per l’intervista del ministro Antonio Martino pubblicata sempre dal ‘Corriere della Sera’. Lo Stato etico è quello che pretende di essere produttore di etica, non quello che accetta l’idea di avere al di sopra di se stesso una regola etica che giudica la sua azione. Tale regola etica che esclude ogni possibilità di rendere lo Stato un puro strumento delle forze che lo hanno occupato, non è stata scritta in Vaticano o dai soli cattolici. Essa è posta alla base della laicissima Dichiarazione dei diritti umani, approvata nei palazzi dell’Onu da tutti i popoli della Terra. Essa afferma ‘l’uguale dignità di ogni membro della famiglia umana’. I figli, anche se concepiti in provetta, anche se piccolissimi, anche se appena comparsi dal nulla all’esistenza, sono o non sono membri della famiglia umana? Questa è l’unica vera, grande questione, assolutamente laica e liberale". Il documento conclude quindi con una domanda: "Una legge che pone interrogativi antropologici così stringenti può essere definita oscurantista?  Noi vogliamo provare a ripetere tutti insieme, anche con il presidente Amato e con il ministro Martino, quanto scrisse Norberto Bobbio: "Mi stupisco che i laici lascino ai credenti il privilegio e l’onore di affermare che non si deve uccidere".

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